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Orchestra da Camera di Mantova

Simone Lamsma
Valentina Peleggi

16 Dicembre, 2023

Orario di inizio spettacolo: 20:30

L’Orchestra da Camera di Mantova diretta da Valentina Peleggi esegue Mozart Ouverture dalle Nozze di Figaro, Beethoven concerto per Violino e orchestra in Re maggiore op. 61 e Mendelssohn Sinfonia n. 3 Scozzese.

L’apertura de Le nozze di Figaro costituisce un’affascinante introduzione all’omonima opera di Wolfgang Amadeus Mozart, nata dalla collaborazione con il librettista Lorenzo Da Ponte nel 1786. Questa ouverture è considerata una delle più celebri e eseguite tra quelle composte dal maestro salisburghese, e più in generale, rappresenta un punto di riferimento nell’ambito dell’opera del ‘700. La straordinaria vitalità musicale, la brillantezza dello spirito delle note e la sofisticata partitura degli archi conferiscono al brano un carattere quasi autonomo. La sua autonomia è tale che può essere apprezzato come un’entità separata, distaccata dal contesto dell’intera opera. Infatti, sebbene l’obiettivo di un’ouverture sia solitamente quello di anticipare e presentare i temi musicali che saranno sviluppati nel corso dell’opera, Mozart si distingue ancora una volta dalla tradizione musicale precedente. La sua ouverture va oltre la mera funzione di prologo, emergendo come un’opera d’arte indipendente, capace di catturare l’attenzione e di incantare l’ascoltatore con la sua maestria compositiva. La capacità di Mozart di innovare e di allontanarsi dalla convenzione musicale del suo tempo si manifesta chiaramente in questa creazione, dove l’anticipazione del tema musicale si fonde con la creatività e la genialità dell’artista, contribuendo a consolidare la sua reputazione di genio musicale senza pari.

Il concerto per violino e orchestra in Re maggiore, op. 61 composto da Ludwig van Beethoven è suddiviso in tre movimenti:

Allegro ma non troppo
Larghetto
Rondò: Allegro

Il secondo e il terzo movimento sono collegati direttamente tra di loro senza alcuna interruzione.

Il concerto si erge come una delle culminazioni del genio musicale del grande compositore, rivelando la sua bellezza intrinseca ed euritmia distintiva. La sua grandezza si manifesta non solo attraverso la maestria della composizione, ma anche nei dialoghi intensamente intimi che si svolgono tra il violino solista e l’orchestra nei tre movimenti distinti.

La pièce si distingue per il suo fascino particolare e la straordinaria brillantezza, posizionandosi con orgoglio nel repertorio dei più eminenti violinisti a livello mondiale. La sua esecuzione richiede non solo tecnica e precisione, ma anche una profonda comprensione della complessa interazione tra il solista e l’ensemble orchestrale. In questo contesto, il concerto diventa un affascinante dialogo musicale, un’esperienza che trasporta l’ascoltatore in un viaggio emozionale attraverso la sublime maestria del compositore e l’abilità esecutiva del violinista.

La Terza Sinfonia in La minore, op. 56, conosciuta come la “Scozzese,” è un capolavoro di Felix Mendelssohn, frutto di un lungo periodo di composizione che si estende dal 1829, durante il viaggio del compositore in Scozia, fino al 1842, quando venne completata definitivamente. Dedica alla regina Vittoria, la sinfonia fu eseguita per la prima volta a Lipsia il 3 marzo 1842 e pubblicata integralmente nello stesso anno.

La “Scozzese” si presenta come un’opera straordinariamente coesa, caratterizzata da una ricca diversità interna. Il primo movimento inizia con un Andante con moto dall’atmosfera grave e solenne, evocando le suggestioni della cappella di Maria Stuarda attraverso la sinuosità del fraseggio e l’uso della tonalità minore. L’Allegro un poco agitato che conclude il primo movimento mantiene un’intonazione drammatica e un’orchestrazione maestosa, evidenziando il ferreo controllo formale. Questo movimento mostra una scrittura complessa, con temi che si sviluppano in modo continuo, offrendo varietà coloristica all’idea di base. La sezione dello sviluppo è particolarmente intricata, alternando plasticamente situazioni diverse ma coerenti. La lunga coda, ricca di passaggi cromatici e contrasti intensi, sembra evocare una tempesta in crescita. La “Scozzese” di Mendelssohn si distingue per la sua maestria nella costruzione formale, l’espressione drammatica e la capacità di trasmettere vivide immagini sonore.

BIO

Orchestra da Camera di Mantova
L’Orchestra da Camera di Mantova nasce nel 1981 e s’impone da subito all’attenzione generale per brillantezza tecnica, assidua ricerca della qualità sonora, sensibilità ai problemi stilistici. Tanto che nel 1997 i critici musicali italiani le assegnano il Premio “Franco Abbiati”, quale miglior complesso da camera, capace di riproporre “un momento di incontro esecutivo alto tra tradizione strumentale italiana e repertorio classico”.
La sede dell’Orchestra da Camera di Mantova è il Teatro Bibiena di Mantova, autentico gioiello di architettura e acustica. Nel corso della quarantennale vita artistica, sempre sotto la direzione artistica del maestro Carlo Fabiano, l’Orchestra collabora con alcuni tra i più apprezzati direttori e solisti del panorama internazionale. 

A inizio anni 2000, l’attività nazionale e internazionale dell’Orchestra da Camera di Mantova s’incentra sull’ideazione e realizzazione di importanti cicli monografici, tra i quali, innanzitutto, il “Progetto Beethoven” (2002-2004), che vede l’Orchestra diretta da Umberto Benedetti Michelangeli e affiancata da alcuni tra i più rinomati solisti italiani. Nella stagione 2004/2005, con Alexander Lonquich, propone un progetto dedicato ai Concerti per pianoforte di W. A. Mozart, che debutta al Parco della Musica di Roma e, in seguito, è ospitato da numerose società concertistiche europee. Dal 2004 al 2007, di nuovo sotto la guida di Umberto Benedetti Michelangeli, intraprende un ciclo incentrato sulla produzione sacra di W. A. Mozart, integralmente accolto dall’Abbazia di Chiaravalle a Milano e riproposto in diverse altre città italiane. In occasione del bicentenario della morte di F. J. Haydn (1732-1809), dà vita a un progetto triennale, intitolato “Haydn l’europeo che amava l’Italia”, eseguendo un’ampia selezione dell’imponente produzione sinfonica, sacra e cameristica del genio di Rohrau. Nel 2010, bicentenario della nascita di Schumann, affronta l’integrale delle Sinfonie del musicista tedesco, cogliendo consensi unanimi di pubblico e critica.

Dal 1993, l’Orchestra da Camera di Mantova è impegnata nel rilancio delle attività musicali della sua città, attraverso la stagione concertistica “Tempo d’Orchestra” che ospita regolarmente alcuni fra i principali solisti, gruppi cameristici e orchestre del panorama internazionale. Nel maggio 2013 ha dato vita al Mantova Chamber Music Festival “Trame Sonore”, manifestazione dalla forte impronta divulgativa, che si svolge nei principali luoghi d’arte cittadini e ottiene da subito ottenuto un’attenzione e una partecipazione straordinarie. 

Simone Lamsma

Acclamata per il suo suono “raffinato, espressivo e intenso” (Cleveland Plain Dealer) e “assolutamente sbalorditivo” (Chicago Tribune), la violinista olandese Simone Lamsma è considerata dalla critica, dai colleghi e dal pubblico una delle musiciste più sorprendenti e accattivanti nel panorama della musica classica. 

Con un vasto repertorio, Simone Lamsma è stata ospite di molte delle principali orchestre del mondo, quali la New York Philharmonic, Los Angeles Philharmonic, Chicago Symphony Orchestra, London Symphony Orchestra, London Philharmonic Orchestra, Royal Concertgebouw Orchestra, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, Filarmonica di Helsinki, Konzerthaus Orchester Berlin e tante altre. 

Momenti di rilievo della stagione 2023/24 includono la sua collaborazione come “Artist in Residence” con la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra e alcuni concerti di debutto: con i Wiener Symphoniker nella tournèe con Jaap van Zweden; con la Mostly Mozart Festival Orchestra al Lincoln Center di New York e infine con la Baltimore Symphony Orchestra, questi ultimi entrambi sotto la nuova direzione musicale di Jonathon Heyward. Simone Lamsma si esibirà inoltre con la Rundfunk Sinfonieorchester Berlin e il direttore Vladimir Jurowski per la celebrazione del centesimo anniversario dell’orchestra alla Berlin Philharmonie. Tornerà a esibirsi anche con orchestre e direttori quali la Cleveland Orchestra al Blossom Festival e Fabien Gabel, la Sinfonica di Anversa ed Elim Chan al Concertgebouw, la Filarmonica di Rotterdam e Tarmo Peltokoski, l’Orchestre Philharmonique de Radio France di Parigi e Jaap van Zweden, l’Orchestre Symphonique de Montréal e Rafael Payare, l’Orchestra Filarmonica della Radio Olandese al Concertgebouw e Osmo Vänskä, l’Orchestra Sinfonica Giapponese Yomiuri di Tokio e Kazuki Yamada, l’Orchestra Sinfonica della RAI di Torino e Alpesh Chauhan, la Gürzenich Orchester di Colonia e Robert Treviño. Questa stagione sarà anche la terza ed ultima della residenza triennale di Simone Lamsma alla Oregon Symphony Orchestra.

Nel 2019 è stata nominata Fellow della Royal Academy of Music di Londra, un onore limitato a 300 ex studenti dell’Accademia e assegnato a quei musicisti che si sono distinti nella professione.


Valentina Pelleggi

Valentina Peleggi è Direttrice Musicale della Richmond Symphony (Virginia, USA) dalla stagione 20/21. Oltre a concentrarsi sullo sviluppo del suono di quest’orchestra, ha creato nuovi format di concerto, ha aderito a collaborazioni nazionali di co-commissione, ha avviato un programma triennale di residenza per compositori, ha avviato masterclass di direzione d’orchestra in collaborazione con le università locali e ha sostenuto compositori poco noti provenienti da contesti diversi. 

Nella stagione 22/23 Valentina Peleggi debutta con la Chicago Symphony, la New World Symphony, la Kansas City Symphony, la Rochester Philharmonic e al Grant Park Festival di Chicago, e in Europa con la Residentie Orkest, l’Orchestre Philharmonique Royal de Liège, la Gulbenkian Orchestra, i Nürnberger Symphoniker, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra dell’Arena di Verona e l’orchestra di Opera North. Nelle ultime stagioni ha diretto le orchestre sinfoniche del Colorado e di Baltimora, la Royal Philharmonic, la BBC National Orchestra of Wales, la Brussel Philharmonic, la Norrköping Symphony Orchestra, l’Orchestra della Toscana e i Pomeriggi Musicali di Milano.

L’opera (in particolare il belcanto) è al centro dell’attività di Valentina Peleggi; nel maggio 2022 dirige Il Barbiere di Siviglia alla Florentine Opera e nella scorsa stagione è tornata al Teatro Verdi di Trieste per Rigoletto, debuttando anche in una nuova produzione di Maria de Buenos Aires di Piazzola all’Opéra de Lyon. 

Prima donna italiana ad accedere al programma di direzione d’orchestra della Royal Academy of Music di Londra, si è diplomata con lode ed è stata recentemente insignita del titolo di Associate. Ha proseguito i suoi studi con David Zinman e Daniele Gatti alla Tonhalle di Zurigo e alla Royal Concertgebouw Orchestra; ha inoltre ricevuto la Taki Concordia Conducting Fellowship 2015-2017, potendo così lavorare assiduamente con Marin Alsop. Diplomata con il massimo dei voti con lode in direzione d’orchestra presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, nel 2013 ha ricevuto il massimo riconoscimento dall’Accademia Chigiana, per poi assistere Bruno Campanella e Gianluigi Gelmetti al Teatro Regio di Torino, all’Opéra Bastille di Parigi, alla Lyric Opera di Chicago, al Teatro Regio di Parma e al Teatro San Carlo di Napoli. Dal 2005 al 2015 è stata Direttore Principale e Direttore Musicale del Coro dell’Università di Firenze, di cui è tuttora Direttore Onorario, ricevendo nel 2011 un premio speciale dal Ministero per i Beni Culturali come riconoscimento per il suo lavoro. È diplomata con il massimo dei voti in pianoforte e laureata con lode in Letterature Comparate con una tesi sul rapporto fra musica e poesia negli anni ’50.

VIOLINI I – Carlo Fabiano**, Filippo Lama*, Stefano Biguzzi, Anna Chulkina, Andrea Mascetti, Flora Fontanelli, Roberto Noferini, Pervinca Rista

VIOLINI II – Pierantonio Cazzulani*, Aldo Campagnari, Chiara Spagnolo, Laura Riccardi, Chiara Serati, Irene Piazza, Giulia Zoppelli, Daniele Richiedei

VIOLE – Francesca Turcato*, Jessica Orlandi, Daniel Myskiv, Davide Bravo, Virginia Luca, Alberto Belli

VIOLONCELLI – Stefano Guarino*, Paolo Perucchetti, Gregorio Buti, Martino Brocchieri, Leonardo Notarangelo

CONTRABBASSI – Paolo Borsarelli*, Giorgio Galvan, Luca Bandini

FLAUTI – Irena Kavčič*, Anna Ratti

OBOI – Massimiliano Salmi*, Linda Sarcuni

CLARINETTI – Aljaž Beguš*, Anže Plesnik Zupanc

FAGOTTI – Francesco Bossone*, Corrado Barbieri

CORNI – Stefano Rossi*, Edward Deskur, Ewa Paciorek, Ivan Zaffaroni

TROMBE – Tomasz Sluzarczyk*, Erika Ferroni

TIMPANI – Rosa Montañés Cebriá*

** Primo violino e direttore artistico

* Prima parte

Campagna abbonamenti

Dettagli

Data:
16 Dicembre, 2023
Categoria Evento:
Tag Evento:

Organizzatore

Info
Teatro Valentino Garavani
Phone
+1 123 2345 678
Email
societateatrosocialevoghera@gmail.com

Luogo

Teatro Valentino Garavani
Via Emilia, 65
Voghera, PV Italia
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